Una premessa importante: gli stati cambiano
La finanza agevolata è un terreno mobile. Sportelli che si aprono e si chiudono, fondi che si esauriscono, proroghe e rifinanziamenti: quello che è vero oggi può non esserlo tra qualche settimana. Lo stato di ogni misura indicato qui riflette la situazione a novembre 2026, al momento della scrittura, e va sempre verificato sulla fonte ufficiale prima di impostare un investimento.
Le misure sono raggruppate per tipo di intervento: incentivi fiscali, finanziamenti agevolati, garanzie e sostegno alle nuove imprese.
Incentivi fiscali sugli investimenti
Iperammortamento 2026 (MIMIT / GSE). Maggiorazione del costo fiscalmente deducibile dei beni strumentali nuovi 4.0 e dei beni per l’autoproduzione di energia, prevista dalla L. 199/2025. La maggiorazione è del 180% fino a 2,5 milioni di euro, del 100% tra 2,5 e 10 milioni e del 50% tra 10 e 20 milioni. Riguarda investimenti dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e si gestisce con comunicazioni attraverso la piattaforma GSE. Stato: aperto, da verificare nelle regole operative.
Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design. Credito sulle spese di R&S, innovazione tecnologica e design, previsto dalla L. 160/2019. È automatico, senza click day; le aliquote per il 2026 vanno verificate. Stato: aperto.
Credito d’imposta ZES Unica. Credito per investimenti in beni strumentali nel Mezzogiorno, con progetti da 200.000 euro a 100 milioni. La misura è prorogata per il periodo 2026-2028, ma la finestra 2026 si è chiusa con comunicazione entro il 1 giugno 2026: la prossima è prevista nel 2027. Stato: finestra chiusa.
Finanziamenti e garanzie
Nuova Sabatini (MIMIT). Finanziamento bancario con contributo statale in conto interessi per acquisto o leasing di macchinari, impianti e attrezzature. Il finanziamento va da 20.000 euro a 4 milioni; il contributo è calcolato al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per quelli 4.0 o green. Rifinanziata per il biennio 2026-2027. Stato: a sportello, da verificare la disponibilità.
Fondo di Garanzia per le PMI (Mediocredito Centrale). Garanzia pubblica gratuita sui finanziamenti bancari, che riduce le garanzie richieste dalla banca: fino all’80% per gli investimenti, fino al 50% per la liquidità. Le regole attuali sono prorogate al 31 dicembre 2026. Stato: operativo.
SIMEST, transizione digitale ed ecologica. Finanziamento agevolato per le PMI con vocazione all’export, fino a 5 milioni di euro, con una quota a fondo perduto del 10% (fino al 20% in alcuni casi). Domande fino al 31 dicembre 2026. Stato: a sportello, da verificare i fondi.
Nuove imprese e autoimprenditorialità
Smart&Start Italia (Invitalia). Finanziamento a tasso zero per startup innovative con meno di 60 mesi dall’iscrizione: copre l’80% delle spese, il 90% con compagine femminile o under 36, con una quota a fondo perduto del 30% del finanziamento per le sedi nel Mezzogiorno. Stato: aperto.
ON, Oltre Nuove imprese a tasso zero (Invitalia). Finanziamento a tasso zero per nuove imprese di donne e giovani, fino al 90% delle spese ammissibili. I fondi destinati al fondo perduto risultano esauriti dal 1 luglio 2026; resta il finanziamento a tasso zero. Stato: a sportello, rifinanziamento in corso.
Resto al Sud 2.0 (Invitalia). Contributo a fondo perduto per nuove attività nel Mezzogiorno promosse da giovani disoccupati o inattivi: voucher fino a 40.000 euro, poi 75% a fondo perduto fino a 120.000 euro e 70% tra 120.000 e 200.000. Stato: aperto.
Autoimpiego Centro-Nord (Invitalia). Contributi per l’avvio di nuove attività da parte di giovani disoccupati o inattivi nel Centro-Nord, per programmi fino a circa 200.000 euro; le percentuali vanno verificate. Stato: aperto.
Come orientarsi
Una misura non è adatta a tutti: dipende da forma giuridica, dimensione, anzianità dell’impresa, localizzazione e tipo di investimento. Alcune sono riservate alle imprese con reddito d’impresa e escludono i professionisti; altre solo alle PMI o a specifiche aree del Paese. Prima di scegliere, conviene seguire questo schema:
- definire con precisione l’investimento e il suo importo;
- individuare le misure compatibili con il profilo dell’impresa;
- controllare sul sito dell’ente lo stato attuale e le date di apertura;
- verificare le regole di cumulo, perché non tutte le agevolazioni si sommano;
- non avviare l’investimento prima di sapere se serve la domanda preventiva.
Il consiglio finale
Trattate ogni scheda come un punto di partenza. La normativa e i fondi disponibili cambiano: la verifica sulla fonte ufficiale, prima di presentare una domanda o di firmare un ordine, è l’unico modo per evitare di investire contando su un incentivo che non è più disponibile.